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Il Ritratto di Masri (2022), di Matteo Giulio Pagliai
locandina di "Il Ritratto di Masri"
Regia: Matteo Giulio Pagliai
Anno di produzione: 2022
Durata: 20'
Tipologia: documentario
Genere: sociale
Paese: Italia
Produzione: Pagliai Film Group; in collaborazione con Kahuna Film
Distributore: Premiere Film
Data di uscita: n.d.
Formato di proiezione: DCP, colore
Titolo originale: Il Ritratto di Masri

Sinossi: 2009, Beirut. La città sta vivendo un periodo difficile, da pochi anni è uscita dalla II guerra del libano, disagi e difficoltà economiche sono molto evidenti. Anche Tripoli, città natale del pittore EL MASRI HAYSSAM AHMAD, è stata vittima della povertà che ha portato il conflitto. Masri ha scelto di andarsene dalla sua terra nel 1990, quando era per lui evidente che non avrebbe potuto esprimere lì la sua arte. Un luogo soggiogato dalla guerra, una povertà sempre maggiore e un futuro sempre più incerto sono stati i motivi del suo viaggio. Quale meta però scegliere? Ovviamente l'Italia e più precisamente Firenze, la città dell'arte per eccellenza. Qui ha deciso di sposare IRENE, di nazionalità norvegese, madre dei suoi 2 figli HOUSSAM e OMAR. Pur avendo conseguito il passaporto italiano, non si è mai dimenticato di essere libanese, anzi è il suo orgoglio. A ogni suo cliente dice “ricordatevi che questo quadro ve lo ha fatto un libanese!”. Questo perché ama contestualmente il paese che gli ha dato i natali, e quello meraviglioso che lo ha accolto e fatto crescere artisticamente. Firenze è la sua nuova casa, ma ogni anno torna a Tripoli a trovare gli altri membri della sua famiglia. Proprio in una calda giornata estiva, il 23 agosto 2013, mentre aspettava l’ingresso dell’Imam nella sua Moschea, venne travolto dalla furia di un duplice attentato che sconvolsela città provocando 20 morti e centinaia di feriti. Il destino ha però risparmiato la vita di Masri imprimendo nella sua memoria un ricordo indelebile. E' ben voluto e apprezzato a Firenze, lo sarebbero anche le sue opere se non fosse che il mercato italiano non predilige quel genere di forma d'arte. Il vero sostentamento deriva dall'America, meta che decide di raggiungere dopo 26 anni di vita a Firenze. Una scelta dolorosa ma necessaria per la sua affermazione artistica e professionale. Masri è pronto. E’ pronto a cominciare una nuova opera, circondato dai suoi autoritratti. I colori del rosso, del nero, del giallo predominano e sono espressione del contrasto interiore dell'artista, della sua rabbia. Muove le mani nervosamente sulla tela, il respiro diventa affannoso, lo sguardo fisso e deciso. L'esperienza durissima dell'attentato è fortemente presente nella sua opera: il volto sfigurato, l’espressione, le spatolate rigide e inflessibili, l'uso drammatico dei colori. Il quadro è concluso, il silenzio pervade la stanza, l’artista ha finalmente raggiunto la quiete, almeno fino alla preparazione della prossima opera.

Ambientazione: Firenze / USA / Libano

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