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locandina di ""

Japigia Gagì


Regia: Giovanni Princigalli (opera prima)
Anno di produzione: 2003
Durata: 59'
Tipologia: documentario
Genere: sociale
Paese: Italia
Produzione: Princigalli Produzioni
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di ripresa: Mini DV
Formato di proiezione: Mini DV e DVD, colore
Vendite Estere: DEr Documentary
Titolo originale: Japigia Gagì
Altri titoli: Storie di Roma - Roma Stories

Sinossi: Rom:la nostra umanità, uomo zingaro; Gagio:l'altra umanità, uomo non zingaro; Japigia: antico nome della Puglia. Secondo una leggenda Japige, figlio di Dedalo, scappò da Creta alla guida di sette fanciulli e sette fanciulle. Sbarcò su questa terra e fondò una città per ogni coppia di fanciulli in modo che ognuno avesse un luogo da cui non emigrare o scappare mai più. Tra queste città il capoluogo pugliese, Bari. Oggi Japigia è un quartiere alla periferia di Bari, e qui vive una piccola comunità di rom fuggiti dalla Romania. Lungo una strada trafficata una giovane rom chiede l'elemosina agli automobilisti. E' immersa in lunghe colonne d'auto: gli autisti sono invisibili, nascosti nelle loro vetture. La donna passa di auto in auto: ha un viso teso, spesso si arrabbia. Sbuffa, ha il broncio. Ma ad un tratto ecco finalmente uno spicciolo: sorride e cammina contenta. Cosa c'è oltre questa immagine? Cosa si nasconde dietro il semaforo? Una piccola strada non carreggiata unisce/divide il mondo grande dei gagi (Japigia Gagì) e il mondo piccolo della comunità rom. Il campo fatto di baracche di legno è circondato dagli alti ed enormi palazzi della periferia: un villaggio nel bel mezzo di una foresta, la cultura circondata dalla natura o se si preferisce da un'altra cultura. Il campo è abusivo e sorge su un terreno privato. Per motivi igienici il pericolo di sgombero da parte del Comune è incombente. Due volontari seguono da vicino la vita nel campo. Per evitare lo sgombero, la parrocchia rionale e la diocesi mettono a disposizione alcuni prefabbricati ed un terreno di loro proprietà. Ma in cambio i rom devono mandare i bambini a scuola. Nel frattempo impariamo a conoscere la comunità attraverso gli occhi di alcuni suoi componenti: Dorina (detta Felicira), una ragazza di 17 anni rinchiusa in un istituto per minori che attende che il giudice la rimandi dai genitori a Japigia; Dainef (detto Artisian), un uomo di 35 anni che attende invece l'arrivo di sua figlia dalla Romania; Daniela (detta Aida) di 14 anni, che sogna di fare la top model e Laura (detta Isaura) di 11 anni, che anziché andare a scuola vorrebbe andare con la madre ai semafori.

Sito Web: http://www.herosfragiles.com/japigiagagi/

Ambientazione: Bari

"" è stato sostenuto da:
Università di Bari (Dipartimento di Scienze Storiche e Sociali)
Provincia di Bari (Assessorato alla Solidarietà Sociale)


Libri correlati:
"Quaderni Gitani"
di , 2014
Il cofanetto raccoglie 3 documentari + Libro:
1- Japigia Gagi (2003, 59’)
Opera prima di Giovanni Princigalli, premiato dalla society of visual anthropology, è un documentario realizzato vivendo per più di un anno in un campo illegale di baracche ai margini del rione Japigia di Bari: matrimoni, sogni, lotte, resistenze, diritti, vita e fine di una comunità ai margini di una periferia urbana.
2- La Mela Rossa (2014, 20’)
Una docufiction premiata ai rencontres cinématographiques de Dignes-les-Bains. Racconta di un primo giorno di scuola e di un primo amore e la scoperta del razzismo. Due ragazzini Rom interpretano loro stessi, improvvisano e reinventano il loro quotidiano, tra le baracche, l’autostrada e gli alti palazzi della periferia. La spiaggia è il loro rifugio, dove vanno ad elemosinare ma anche a giocare tra i rumori ed i suoni del vento e del mare.
3- Ligia (2014, 21’)
Ritratto di Ligia, moglie del portavoce della comunità, che racconta della figlia in prigione, della vita nei campi e del desiderio di avere un casa di 15 anni passati nelle baracche.

prezzo di copertina: 13,00


Note:
Il documentario ha vinto anche i premi Award of Eccelence Society Of Visual Antrhopology and American Anthropology Association ed il Sasà International Film Awards (2004).

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