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Note sui protagonisti del film Face Addict


Uno ad uno tutto il cast del film: Glenn O’Brien, Debbie Harry, John Lurie, Maripol, James Nares, Wendy Whitelaw, Victor Bockris e Walter Steding.


Note sui protagonisti del film Face Addict
Wendy Whitelaw
Glenn O’Brien, poeta, entertainer, baciato oggi dalla sorte e dal successo. Glenn è il disincanto che si fa merce, il libro con Madonna, la pubblicità per Calvin Klein, ma anche le riviste e le serate di poesia. Glenn incarna la letteratura che si fa industria, il segno che si fa successo, la scrittura che fabbrica consenso e ricchezza. Che genera anche amarezza.
Debbie Harry, cantante, attrice, i Blondie, Cronenberg, le molte vite vissute da lei, trascorse in lei, rise and fall, anni affaticati di emozioni, start up sensoriali ed artistiche. Le sostanze, le droghe. Addicted dal desiderio di esperienza, dall’esaltazione dell’esperienza.
John Lurie, i Lounge Lizards, il suo lungo e articolato percorso artistico, musicale e cinematografico. Vero e proprio dandy in versione pop e fotogenica, ma oggi colpito da una malattia rara che attacca i centri nervosi, colto anche in questa sua nuova fragilità.
Maripol, stilista, per sei anni mia compagna, musa e principale collaboratrice. Il legame artistico con Madonna, le croci, gli oggetti di gomma. Maripol, la memoria in comune: il diverso punto di vista della persona con cui ho scoperto New York.
James Nares, artista, per raccontare il mondo dell’arte, la macchina da spettacolo dell’arte negli States. James Nares che filmava negli anni ’80 e oggi dipinge enormi tele, la sua storia, l’underground, il successo, il mercato.
Wendy Whitelaw, il make-up come arte, affascinante “diva” dalla bellezza appariscente. Il suo fenomenale successo nel mondo delle star, repentino e fugace, buttato via a causa di una tossicodipendenza impossibile da gestire. La fuga lontano da New York, una vita da ricostruire, una personalità forte, persa nella banalità della provincia statunitense.
Victor Bockris scrittore e biografo di Andy Warhol, di Lou Reed, dei Ramones e di tanti altri personaggi del periodo newyorchese degli anni 70 e 80, legato da grande amicizia a William Borroughs.
E soprattutto, Walter Steding, ex assistente di Andy Warhol, pittore e musicista della scena d’avant-garde, di una musica che non si è fatta mercato, non ha fatto breccia, non è stata e non è successo. Più di tutti, Walter mi ha colpito, fin dal primo giorno delle riprese, per l’emozione che scaturisce da ogni suo gesto, per la sua estrema fragilità unita a una malizia quasi infantile e ad una commovente determinazione nel continuare senza compromessi il suo percorso artistico. Un vecchio amico, un artista tenace, uno straordinario personaggio.

12/12/2006

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