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Intervista al regista Vittorio Muscia sul film "Terapia Roosevelt"


Intervista al regista Vittorio Muscia sul film
Il regista Vittorio Muscia
Il 1° giugno uscirà il film "Terapia Roosevelt", opera prima finanziata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e prodotto da PM Progetto Media in collaborazione con RAI Cinema e RAI Trade. Il film ha un manifesto che colpisce subito e non può passare inosservato: in primo piano c’è un enorme water bianco. Perché?
Vittorio Muscia: Ho voluto fare un film che parlasse di una emozione poco valorizzata: la timidezza. Sandro, (Giampiero Ingrassia) è un giornalista estremamente timido, che viene aiutato da un eccentrico psichiatra (Antonio Salines) a superare questa sua inibizione con il metodo utilizzato dall’ex Presidente USA, Theodore Roosevelt: immaginare le persone di cui si ha timore e di cui si subisce un’eccessiva autorità, sedute sul water! Si tratta di una commedia divertente, adatta ad ogni tipo di pubblico.

Perché ha scritto e diretto un film sulla timidezza?
Vittorio Muscia: Penso che questa sia una emozione che appartiene alla maggior parte degli esseri umani di cui, però, molti si vergognano, tendendo a nasconderla e a soffocarla. Per lo più, infatti, la timidezza viene vista come un handicap, soprattutto in questa nostra epoca di debordante appeal catodico in cui l'apparire è diventato molto più importante dell'essere, con il risultato che molti vogliono essere protagonisti a tutti i costi, sia nella gioia sia nel dolore, senza alcun pudore. A mio avviso, invece, un po’ di riservatezza e di timidezza potrebbero rendere questa nostra vita meno volgare. Spero che, con questo film, le persone timide riescano a vedere in questa loro intima emozione una fonte di ricchezza, una risorsa interiore che manifesta l'eleganza della loro anima. Come dice una mia amica, è venuta l'ora che la timidezza diventi famosa.

Parliamo degli interpreti. Giampiero Ingrassia è un noto attore di cinema, teatro, musical e tv. Barbara Tabita, attrice affermata di cinema tv e teatro, l’abbiamo vista recentemente protagonista del film con Ficarra e Picona “Il 7 e l’8”. Perché ha scelto loro come protagonisti?
Vittorio Muscia: Ho pensato che Giampiero potesse valorizzare spontaneamente le caratteristiche dei timidi: la riservatezza, la discrezione, la sensibilità, e il suo talento naturale potesse anche connotare il personaggio di una simpatia e ironia adatte alla commedia. Giampiero ha accettato con entusiasmo e convinzione la mia proposta. Per scegliere tutti gli altri personaggi ho selezionato 800 attori. Barbara ha superato brillantemente il suo provino. E’ un’ottima attrice, capace di modulare con talento il suo personaggio. Il risultato che abbiamo ottenuto è stata una naturalezza interpretativa e una totale sintonia tra i due professionisti e la regia.

Il film, proiettato in anteprima, ha riscosso molta attenzione dal pubblico e dai media. Al Festival di Venezia, alla Festa del Cinema di Roma e al Festival di Busto Arsizio dove ha vinto il premio per la Miglior Colonna Sonora (Stelvio Cipriani). Inoltre, per l’uscita cinematografica, la psicologa Maria Rita Parsi ha scritto un questionario sulla timidezza che sarà distribuito e raccolto nei cinema di tutta Italia. E’ la prima volta che un film offre argomenti e iniziative per la ricerca scientifica. Perché il pubblico è stato coinvolto in prima persona?
Vittorio Muscia: Come dicevo, la timidezza è un’emozione molto diffusa. Il film è nato per creare una riflessione e un dialogo con il pubblico e fra il pubblico. La mia lunga esperienza di documentarista mi impedisce di fare un film per un’autonoma e isolata esigenza personale. Nel fare cinema, l’aspetto sociologico resta la mia priorità. Sono molto orgoglioso e lusingato che la dott.sa Maria Rita Parsi e l’eccezionale team di psicologi che dirigono con lei la SIPA (Scuola Italiana di Psicoanimazione) abbiano accettato di scrivere un questionario in occasione dell’uscita cinematografica, dal titolo “Facciamo luce sulla timidezza”. I dati che saranno raccolti ed elaborati, ci diranno quanto sono timidi gli italiani. E’ una iniziativa unica, poiché il pubblico del cinema parteciperà attivamente al film e per la prima volta contribuirà contemporaneamente ad una importante e autorevole ricerca scientifica, a livello nazionale. La timidezza ? Gettiamola nel water. Da questa ricerca sarà poi scritto un libro che sarà distribuito nel prossimo autunno.

Ma la Terapia Roosevelt funziona davvero per superare la timidezza? E a chi potrebbe essere più utile?
Vittorio Muscia: Certo che funziona! Dopo aver visto il film, moltissime persone mi hanno detto che hanno usato il metodo Roosevelt con ottimi risultati. Di esempi ce ne sono tanti, per farne uno, hanno raccontato che una ragazzo, per farsi coraggio in occasione di un colloquio di lavoro importante, ha visualizzato le persone che lo selezionavano, con il metodo Roosevelt. Oggi lavora per una grande multinazionale, grazie anche a quel pizzico di coraggio in più con cui ha affrontato il colloquio, immaginando i suoi interlocutori su un water! Un consiglio a tutti i ragazzi che devono affrontare i prossimi esami di maturità: venite a vedere il film e “buttate la timidezza nel water”. Semplicissimo.

Quali altri progetti ha in cantiere?
Vittorio Muscia: E’ in fase di sviluppo un altro film di cui ho terminato la sceneggiatura. Si tratta di una coproduzione internazionale. Il titolo è “Buio a Gerusalemme” ed è un film sul disarmo nucleare. Inoltre, è di prossima apertura una scuola con i grandi maestri del cinema italiano, dedicata a chi vuole imparare i mestieri del cinema e della televisione direttamente sul set. La mia idea, anche questa volta è semplice e quindi molto forte: voglio creare una scuola che insegni cinema come si faceva una volta, con moltissima pratica e la giusta teoria. Avrà sede a Roma, presso i gli studi di Cinecittà3.

Vittorio Muscia, ma lei è timido?
Vittorio Muscia: Ovviamente sì. Da bambino sono stato molto timido e oggi lo sono quel poco che mi basta. La timidezza non deve essere vista come un problema, ma si tratta di un segno importante che vale la pena riconoscere e conoscere. E lei quanto è timido?

31/05/2007

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