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Note di regia del film "Ipotesi per un Delirio"


Note di regia del film
Il progetto torna sulle tracce di Delirium (uno dei pochi video di Sciole’ con una postproduzione e con una ‘dichiarata’ traccia narrativa) esponendo in 72 minuti tre personaggi e solo due parole (pietà e please). La tipica azione anticinematografica di Sciole’ si esaspera nella consapevolezza della postmanimolazione (anche se tracce di montaggio in macchina restano e, come in Delirium e quasi tutti i video postalterati, viene usato quasi tutto il girato proprio perché l’atto del girare-creare è considerato come necessità-istanza) e diviene delirio e devastazione: la mdp è usata in modo arbitrario, sempre a mano e con l’intromissione (oltre alle consuete degradazioni-devoluzioni dovute all’uso naif-disarticolato del mezzo che comportano l’uso dello zoom, il far sentire i rumori provenienti dall’operare nella logica che se oltre l’obiettivo accade qualcosa anche la peggiore ripresa è la più giusta se guarda-osserva la scena) di nuove ipotesi quali l’uso epilettico della camera (usato unicamente in THIS IS MY ACID HOUSE).
Sono stati usati solo stacchi, circa 650 (compresi i titoli e nero iniziale-finale). Nessuna postmodifica è stata apportata alla fotografia realizzata, tra l’altro, con l’uso di filtri. L’unica azione postapportata è stata il deceleramento-accelleramento delle immagini, in particolare il deceleramento è stato attuato con delle anomalie che in alcuni tratti hanno reso volontariamente difficile il guardare. Come in Delirium sono state lasciate tracce di ombre ed una serie di subliminali che in IPOTESI hanno una determinazione maggiore e più matematica. Matematico è anche l’alternarsi dei tre personaggi. Obiettivo sporco, antinterpretazioni, il non suono, l’antiregia hanno amplificato l’azione anticinematografica di Sciole’ che nella sua decennale sperimentAzione crede che l’innovazione debba essere sia tecnica che di contenuti. E’ facile dire di fare cose nuove (puntando sui contenuti) continuando ad usare il campo e controcampo ed i soliti trucchetti. Il disoperatore può essere chiunque perché è un osservatore dell’accadere, dell’atto. Rispetto ai contenuti l’autore, come in Delirium, ha operato con visioni poi attuate con atti-azioni-posture-icone classiche di Sciole’ e con nuove intromissioni. Estetica,look-skostumi, strucco,hanno contribuito a completare il video.
Mentre Delirium poteva essere etichettato come gotico(horror?)-sperimentale, Ipotesi è sperimentale-estetico, in entrambi, comunque, sono presenti tracce di B-Movie all’Italiana, rimando volontario e cosciente ma quasi subliminale

Flavio Sciolè

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