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Allo Stensen di Firenze il documentario sull’Ilva


Allo Stensen di Firenze il documentario sull’Ilva
Lunedì 20 maggio 2013, alle ore 21, all’Auditorium Stensen di Firenze, si terrà la proiezione del documentario “La svolta. Donne contro l’Ilva” (Ita, 2010) di Valentina D’Amico (presente alla proiezione) per il quarto appuntamento della rassegna “Ciak sul lavoro”. La rassegna è organizzata da Anemic e Filcams Cgil con la collaborazione dell’Istituto Stensen, Fondazione Sistema Toscana e patrocinio della Provincia di Firenze.

Il documentario, presentato al festival di Venezia, racconta una delle realtà industriali più drammatiche e roventi (sotto tutti i punti di vista) del Pianeta Italia: l’acciaieria di Taranto, una cattedrale dello sviluppo nata come punta di diamante della modernizzazione della penisola, come risposta alla “questione meridionale”, col tempo trasformatasi in un mostro di malaffare, fra inquinamento, morti sul lavoro, fallimenti sindacali, disastri ambientali, lutti e dolore infiniti. E un dilemma: meglio morire di fame o di cancro? cosa scegliere tra il diritto al lavoro e il diritto alla vita. La D’Amico riapre la questione spesso fin qui ignorata o vista da una prospettiva sbagliata. Il quadro è drammatico: desolante per la così detta nostra civiltà democratica. La sconfitta è senza appello. I processi, gli infortuni, le morti bianche, i ricatti, gli ostracismi, la gioventù offesa, una città umiliata. Nei volti e nelle parole delle madri e le mogli degli operai morti (43 in 15 anni: un triste primato), donne combattenti che ci dicono di un paese dove la giustizia è morta. Scorrono le immagini di quella che fu la più grande acciaieria d’Europa, nata nel 1961 in pieno boom economico, quando si chiamava Italsider e aveva 21mila dipendenti. Poi la crisi dell’acciaio, la privatizzazione o meglio la “svendita”, come denuncia il sindacato, l’arrivo dell’imprenditore bresciano Enrico Riva, e via via il bollettino di guerra: intossicazioni, ustioni, morti, la diossina, le dosi massicce di scarichi che hanno fatto di Taranto la città più inquinata d’Italia, la crescita dei tumori, delle leucemie, dei disturbi alla tiroide. Un atto d’accusa e di ribellione nei confronti di un disastro ecoambientale di gigantesche proporzioni raccontato da una giornalista (Radio popolare salnto) che ha raccolto testimonianze di donne mobilitate nella lotta contro un’azienda che non si è voluta tenere sotto controllo.

18/05/2013, 14:24

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