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IL MONDO FINO IN FONDO - Fratelli in Patagonia


Opera prima di Alessandro Lunardelli, dopo la presentazione all'ultimo Festival di Roma, esce al cinema prodotto da Pupkin Production e Rai Cinema con il contributo del Mibact, Direzione Generale per il cinema. Un viaggio tra l'Italia e l'America più lontana per ritrovarsi e scoprire il proprio destino. Con Filippo Scicchitano e Luca Marinelli


IL MONDO FINO IN FONDO -  Fratelli in Patagonia
Filippo Scicchitano e Luca Marinelli
Davide (Filippo Scicchitano) e Loris (Luca Marinelli) sono due fratelli che vivono ad Agro, un paesino dell’Italia settentrionale. Figli di un industriale della zona, lavorano nella fabbrica di famiglia. Davide ha 18 anni ed è gay, Loris ha quasi trent'anni ed è totalmente ignaro dell’omosessualità del fratello. Appassionato tifoso dell’Inter, Loris convince Davide a seguire in trasferta a Barcellona la sua squadra del cuore per vedere una partita. In Spagna, però, Davide conosce Andy (Alfredo Castro), cileno ed ecologista convinto, di cui s’invaghisce al primo sguardo e che decide di accompagnare a Santiago, dove entrerà in contatto con un mondo a lui sconosciuto, fatto di lotte ecologiste e di attivisti. Sarà proprio nella terra cilena che Davide inizierà una nuova vita, lontana dal provincialismo di Agro.

Riguardo alla scelta della Patagonia Cilena, che fa da sfondo a buona parte del film, Alessandro Lunardelli ha spiegato: “La Patagonia Cilena non è quella dell’immaginario collettivo. Quando ho fatto il sopralluogo mi sono ritrovato davanti ad un posto molto simile alla Svizzera e mi è sembrato adatto per la necessità di un ambiente il più possibile isolato e, connesso all’arco emotivo dei personaggi, si prestava all’idea di fuga. Ho scelto la Patagonia Cilena perché sia la cronaca, sia la casualità mi avevano mostrato un paese in un momento di forte fermento e così ho messo il fuoco tra la provincia e questa nuova realtà”.

Per Vanessa Picciarelli, che ha curato la sceneggiatura insieme a Lunardelli: “ Noi ci siamo basati sugli stilemi del viaggio, cercando però di dare un minimo di originalità con valori aggiunti dati dalle interpretazioni. Infatti, la naturalezza di molte scene è connessa anche all’improvvisazione e alla ricerca degli attori”.

Sull’importanza del viaggio e su quali siano state le sensazioni che ha trasmesso, Filippo Scicchitano ha commentato: “ Il film e il viaggio mi hanno cambiato per davvero. È stata, rispetto alle altre, un’avventura incredibile che non mi aspettavo e che mi ha lasciato il segno”.

“È stato bello all’inizio perché Alessandro ha messo insieme due persone tra le quali c’è stato veramente un rapporto di fratellanza.”- ha successivamente aggiunto Luca Marinelli- “Penso che il viaggio sia veramente un’esperienza di vita, abbiamo incontrato un’altra cultura. Nel film i due fratelli trovano, paradossalmente, l’apertura dall’altra parte del mondo. Non avevo mai incontrato Filippo e ho sentito subito, sin dal provino, la possibilità di fare questo film. Mi sono sentito molto libero di fare mio questo personaggio. Mi sono divertito molto a girare in questo deserto della Patagonia”.

Riguardo alla scelta degli attori e alle difficoltà di debuttare con questa storia, il regista ha commentato: “Non ho pensato a loro sin da subito, volevo concentrarmi sulla vaghezza della differenza di età. Luca lo avevo apprezzato nel film di Virzì, Tutti i santi giorni, mentre con Filippo c’è stato un attimo che ho pensato che la romanità e la fisicità non si sposassero con il personaggio. Ma quando li ho visti recitare insieme, la fratellanza è saltata subito agli occhi. Abbiamo avuto diverse difficoltà con il debutto di questo film, come tutti quelli che cercano di fare un’opera prima. Tuttavia l’appoggio della produzione è stato partecipe al rischio, raccontando una parte dell’Italia che non si chiudesse ma prendesse il via per un film di avventura e di personaggi. Abbiamo girato in sette settimane, con una sola pausa in mezzo”.

Infine, alla domanda riguardante una presunta distribuzione del film in Cile, la produttrice Rita Rognoni ha risposto: “In Cile escono solo film americani, non c’è una cinematografia reale. Il film ha un venditore estero ma lì non c’è una grande distribuzione, se non per i film americani appunto”.

24/04/2014, 18:32

Margherita Pucello

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