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FdP 56 - I MORTI NON SONO MORTI, ricordare affinchè non riaccada


FdP 56 - I MORTI NON SONO MORTI, ricordare affinchè non riaccada
Un breve documentario che si presenta come una sorta di "manifesto" di resistenza verso qualsiasi atto di violenza operato in nome della diversità razziale.

Il progetto cinematografico "I morti non sono morti" del regista marocchino Malik Nejmi si apre con una lunga sequenza di lettura del Corano, che amici, parenti o semplici conoscenti di Samb Modou e Mor Diop, dedicano ai due ragazzi senegalesi uccisi nel 2011 a Firenze da un fanatico estremista di destra.

Lacrime e preghiere che subito vanno a mescolarsi con le immagini di un lungo corteo di strada, in cui molti fiorentini si mescolano a decine di africani, per gridare la propria rabbia e indignazione verso chi ancora nei giorni nostri continua a voltare lo sguardo davanti al concetto di integrazione.

Ma ancora più rumore rispetto ai cori della manifestazione, è "l'assordante" silenzio finale di chi rimane in ascolto di quelli che il poeta senegalese Birago Diop definisce "gli spiriti che ritornano". Spiriti di chi ebbe solo la colpa di avere un differente colore della pelle, e che non devono essere dimenticati e non possono diventare dei semplici fantasmi del passato.

29/11/2015, 18:03

Antonio Capellupo

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