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Note di regia di "Libere"


Note di regia di
«Non abbiate paura, non vi faccio ritardare il pranzo, parlerò tre minuti. Avrei voluto che in questo studio storico del CLN si parlasse un momentino dei Gruppi di Difesa della Donna. E debbo confessare che quando sono venuta qui a parlare, ero seccata, perchè dico: ma, proprio io devo venire a parlare delle donne? Tutti gli uomini che hanno parlato prima, forse pensano che parlare delle donne non sia virile? Allora, vorrei, io vorrei, che qualche giovane studente, senza distinzione di sesso, non facciamo discriminazioni, volesse fare oggetto di studio quello che è stato il movimento femminile durante la Resistenza, dall'8 settembre al 25 aprile, per arrivare poi a vedere quella che è stata l'azione delle donne uscite dai Gruppi di Difesa e dai CLN, nelle varie Amministrazioni o nelle posizioni di Governo o di Amministrazione che hanno avuto poi allora».
Inizia così l'intervento (brevissimo) dell'unica donna partigiana che fu chiamata a parlare durante il convegno del CLN tenutosi nel 1965 a Torino, Ada Gobetti.
La registrazione di questo intervento è stata ritrovata negli archivi dell'ANCR e pone prima di tutto una richiesta: quella di fare luce su quanto le donne hanno saputo fare organizzandosi autonomamente durante la Resistenza. E' una richiesta tutt'ora attuale: nonostante siano trascorsi più di 70 anni, occorre più che mai raccontare la Resistenza dal punto di vista delle donne, senza retorica e senza censure.
Abbiamo deciso di accogliere questo invito e di realizzare un film documentario che parli dell'azione delle donne, ma prestando particolare attenzione alla loro partecipazione politica e sottolineando come il periodo della Resistenza sia stato in realtà il primo momento di risveglio del movimento femminile.
Come dice Giuliana Gadola Beltrami: «Per me il femminismo è nato nella resistenza, perchè hanno cambiato ruolo le donne, nettamente! Tanto è vero che quando io le interrogavo, la mia prima domanda era sempre: "perchè l'hai fatto?", venivano fuori le risposte più disparate, ma tutte in un certo senso univoche, cioè: l'ho fatto perchè non mi piaceva la vita che facevo, l'ho fatto perchè volevo essere libera. Ciascuna di loro voleva emanciparsi, voleva tirarsi fuori. Voleva precisamente superare il ruolo».
Il film racconta una Resistenza parallela, la Resistenza delle donne, a volte non coincidente nelle diverse motivazioni e modalità d'azione con la Resistenza cui convenzionalmente ci si richiama.
Partendo da interviste filmate a partigiane, realizzate nel corso di un lungo lasso di tempo dalla fine degli anni '80 a oggi, e quindi a tutti gli effetti oggi oramai materiale d'archivio, si è pensato di lavorarle estraendone solo le voci, e utilizzarle in funzione di una sorta di guida sonora narrativa e tematica, sulle immagini che ci forniscono invece le fonti visive (documenti, fogliettini scritti in fretta a matita, foto, volantini, relazioni, veline, tessere, e naturalmente sequenze di film amatoriali, documentari, cinegiornali).

Rossella Schillaci

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