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STEFANO SAVERIONI - "Pensare la Pietra è un'opera
di un antropologo ed un documentarista"


Il documentario fa parte del primo volume della serie de "La Memoria Lunga”, un progetto televisivo pensato per raccontare il vasto patrimonio culturale del territorio montano e rurale d’Abruzzo.


STEFANO SAVERIONI -
Paris Orsini e Stefano Saverioni
Come è nata l'idea per la realizzazione di "Pensare la Pietra"?
Stefano Saverioni: Il documentario fa parte del primo volume della serie de “La Memoria Lunga”, un ambizioso progetto televisivo pensato per raccontare il vasto patrimonio culturale del territorio montano e rurale d’Abruzzo, ancora poco conosciuto persino dai miei stessi corregionali. L'intento era di trovare una sintesi espressiva e divulgativa tra il paziente lavoro dell'antropologo (in questo caso quello di Gianfranco Spitilli) e quello del documentarista d'autore, una confluenza feconda tra ricerca antropologica e cinema, indagine sul campo, relazione umana e documentazioni di attività, di uomini e di paesaggi. Grazie al coraggioso sostegno del presidente del Co.Re.Com Abruzzo, Filippo Lucci, siamo riusciti a realizzare le prime sei puntate e "Pensare la Pietra" porta così a compimento un lungo lavoro di ricerca nell'area dei Monti della Laga, che ha portato alla conoscenza di persone magnifiche come Serafino e Paris, i due scalpellini protagonisti.

Come è stato "lavorare" con Serafino Zilli e Paris Orsini?
Stefano Saverioni: Serafino e Paris non sono semplicemente degli artigiani della pietra, ma sono prima di tutto uomini di grande spessore, filosofi e maestri di vita. Ascoltare davanti al fuoco del camino le lunghe riflessioni, i pensieri vaganti di Serafino, oppure osservare l’approccio alle sfide della quotidianità di Paris, il suo rapporto con la montagna, per noi è stato non solo un gran piacere ma anche un bel momento di condivisione e riflessione. Poi, sebbene siano tra gli ultimi scalpellini di queste montagne misteriose e suggestive, Serafino e Paris non si conoscevano personalmente ed è stato bello farli incontrare in un freddo pomeriggio d’inverno davanti un buon bicchiere di rosso e ad una pentola di salsicce fumanti...

"Pensare la Pietra" è, un film sull'opera di due artisti, che danno forma alla materia...
Stefano Saverioni: Lavorare la pietra è così difficile, così materialmente impegnativo e così impattante a livello sensoriale che si ha subito, nella bottega dello scalpellino, la sensazione di entrare in una fucina, in un antico antro dove con forza e volontà l’uomo piega la materia secondo le proprie idee e visioni. Gli scalpellini sono poi artigiani e artisti per sottrazione. L’incessante battito e azione del ferro agisce seguendo un principio ben preciso: togliere il superfluo e liberare la forma ideale dal blocco grezzo della materia che la tiene prigioniera.

Per concludere, progetti per il futuro?
Stefano Saverioni: Come sempre tanti. Certamente ci piacerebbe portare a termine il progetto de “La Memoria Lunga" e realizzare le altre 18 puntate delle 24 complessive previste dal piano dell’opera. E’ una sfida molto ardua, non solo per la ricerca dei fondi necessari, ma anche per la complessità produttiva e realizzativa della serie. Siamo convinti, tuttavia, che è una sfida che vale la pena intraprendere.

24/05/2017, 16:47

Simone Pinchiorri

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