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Note di regia de "Il Pittore della Tenda"


Note di regia de
Fin dall’inizio, ho cercato di andare al di là del tema “lotta alla mafia” preferendo tracciare un profilo più intimo dell'uomo Emanuele Modica, provando a penetrare il suo tormento interiore e a comprendere pienamente il senso della sua operazione artistica. La tematica antimafia si sarebbe manifestata spontaneamente, da sè, in quanto componente fondamentale di questa storia, ma non ho voluto che fosse l'angolazione principale attraverso cui strutturatre il racconto. Il film è nato, in realtà, molto lentamente ed è maturato nel tempo. All'inizio doveva essere solo un cortometraggio inserito in un progetto più ampio di valorizzazione dell'artista Emanuele Modica: un modo per riaccendere i riflettori sulla sua arte unica al mondo. Poi ho iniziato a conoscere meglio l'uomo Emanuele Modica, ad approfondire la sua storia e a capire che in lui arte e vita semplicemente coincidono: la sua opera non può prescindere dal suo tragitto umano. Infine, la decisione di allestire l'Ultima Tenda a Palermo. Anche questo progetto si è sviluppato gradualmente, trasformando l'idea iniziale in un film vero e proprio, aprendo una prospettiva completamente diversa: non si trattava più di celebrare la vita e l'opera di un grande artista ma di essere un tramite affinchè la sua straordinaria operazione trovasse un nuovo compimento attraverso un processo di scrittura. Tutta l'operazione artistica del Pittore della Tenda, la sua “missione”, è fondata sul dialogo con le persone incontrate per strada e sulla necessità di raccontare storie e tramandarle oralmente. Non a caso è stato spesso definito “il cantastorie col pennello”.

Nella tenda l'artista dialoga senza sosta con i suoi ospiti, siano essi appassionati d'arte o sbandati incontrati per strada. Descrive dettagliatamente le sue opere, racconta la sua vita come fosse una parabola, recita le sue poesie in dialetto siciliano, spiega a giovani e adulti la mafia, ricorda gli uomini e le donne che hanno sacriöcato se stessi per combatterla. Le splendide tele esposte all'interno si completano con la sua voce, con il suo instancabile racconto. Ma il giorno in cui questa narrazione orale verrà meno, avranno lo stesso valore e significato quei quadri appesi alle pareti? O diventeranno altro? Magari qualcosa che non hanno mai voluto essere: opere da museo? Il film è nato anche da queste riflessioni: dall'esigenza di lasciare un racconto visivo del tragitto di Emanuele Modica per chiunque si voglia avvicinare alla sua inestimabile arte e al suo messaggio di pace. Dunque di che genere di film si tratta? A me piace definirlo un racconto documentario: una storia vera raccontata usando una molteplicità di strumenti al servizio non tanto della rappresentazione del reale, quanto della sua narrazione. La scrittura, attraverso un film, di quel grande poema d'azione che è stata la vita del Pittore della Tenda. Perchè se le azioni umane, come scrisse Pasolini, sono la lingua orale della realtà, il cinema ne è, appunto, la lingua scritta.

Renato Lisanti

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