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MOVIE TELLERS - Intervista a Corinne Clery


L'attrice francese ospite della rassegna organizzata da Piemonte Movie con il film "Oltre la Nebbia - Il Mistero di Rainer Merz"


MOVIE TELLERS - Intervista a Corinne Clery
L'intervista a Corinne Clery
L'anteprima del film "Oltre la Nebbia - Il Mistero di Rainer Merz" di Giuseppe Varlotta organizzata dall'associazione Piemonte Movie nelle sale regionali in occasione di Movie Tellers - Narrazioni Cinematografiche 2018 è stata l'occasione per incontrare e intervistare la co-protagonista del film, Corinne Clery.

Come mai ha scelto di partecipare al film di una piccola produzione piemontese come questo?
Io credo molto nel destino: qualche anno fa a Roma sono stata invitata alla proiezione del primo film di Giuseppe Varlotta, Zoé. L'ho amato, l'ho trovato originale, ho pensato che sarebbe stato interessante fare un film di nicchia, non rincorrere sempre grandi produzioni...
I giovani hanno idee originali, propongono soggetti diversi dal solito, e così è stato in questo caso con un thriller esoterico davvero unico nel panorama italiano! So di essere un'attrice difficile da collocare in fase di casting: non sono italiana, non mi prendono per fare la nonna o la moglie, ma per fare l'amante: io ho già dato in quel campo, non mi interessa più... voglio altro.
Quando Giuseppe è venuto a Torino a teatro a propormi la parte, ho accettato: è un copione molto complicato, lo dovresti leggere dieci volte e vedere il film almeno tre per capire ogni aspetto... Io Giuseppe lo chiamo "il pignolo", in senso buono: un lavoro come questo puoi farlo solo se sei così. È attentissimo alla luce, al movimento, al tono di voce: ha curato ogni aspetto.
Mi è piaciuto molto il suo modo di lavorare, la sua determinazione, la voglia di lavorare su una storia come questa: a me piacciono i thriller, le storie d'amore mi hanno stufato.
Ho lavorato per i soldi tutta la vita, ora posso permettermi di essere curiosa e lavorare in progetti più piccoli che però mi interessano, come questo. Finalmente adesso, a due anni e mezzo dalle riprese, Giuseppe è riuscito a trovare una distribuzione e va premiato: sto seguendo il film in fase di promozione per aiutarlo.

Il film è inserito nella rassegna Movie Tellers che sostiene il cinema piemontese: è stato l'esordio per lei in questa regione?
Per quanto riguarda il cinema sì, anche se le mie scene sono state girate in Svizzera il film è pienamente piemontese.
Ma sono spesso qui, a Torino e non solo, con le mie tournée teatrali: sei mesi all'anno ormai li passo sul palco, il teatro è la mia passione.

Passare alle piccole produzioni dopo aver partecipato alle più grandi, come quella di James Bond (è stata co-protagonista nel 1979 di Moonraker - Operazione spazio con Roger Moore, NdI), è ancora più notevole.
Quella è stata davvero un esperienza, un film nel film si potrebbe fare, non saprei da dove cominciare nel raccontarla!
Io non lo volevo fare quello 007, ero stanca per aver già recitato su tre set consecutivi e volevo passare le vacanze con mio figlio... Da ragazza ero più ribelle, ero un vero terremoto: la produzione non riusciva a credere che io dicessi no, ero nel mio momento clou e mi volevano a tutti i costi.
Lo storico produttore della saga, Albert Broccoli, si fece dare il mio numero di telefono di casa e mi invitò a Parigi per parlare con lui. Non volevo essere una delle tante ragazze che stavano intorno a Bond, ma lui mi spiegò che non sarebbe stato così, sarei stata la co-protagonista: il pranzo con Broccoli fu speciale, si instaurò tra noi un bellissimo rapporto padre-figlia, la sintonia proseguì poi sul set. Mi chiese di fare un provino, ma rifiutai: per Shakespeare lo posso fare, ma per 007 non mi serve! Lui rise moltissimo e mi prese ugualmente.
Mi venne chiesto di seguire per un anno la promozione in tutto il mondo, e anche questa sarebbe una pagina che meriterebbe di essere raccontata in un film: viaggi in prima classe, l'incontro con la Regina d'Inghilterra, spostamenti in elicottero e grandi eventi per presentare Bond nelle capitali più importanti, emozioni a non finire.
L'ultima tappa sarebbe stata in Giappone, ma io c'ero già stata e non avevo voglia, volevo andare in Polinesia in vacanza: sono stati così carini da regalarmi i biglietti... Ho un ricordo splendido di quel periodo.

Prossimi progetti al cinema?
A inizio giugno ho finito di girare Free di Fabrizio Maria Cortese, un film corale con attori come Sandra Milo, Ivano Marescotti e molti altri. È un film sulla terza età, che tocca temi sociali in chiave positiva. Un film come non si fanno in Italia, a me piacciono quelli che parlano della vità quotidiana di tutti noi.
Mi stanno cercando autori giovani, sono felice di aderire ai loro progetti, quando sono buoni. Ci sarebbe bisogno, come avviene in Francia e come sta cercando di fare Movie Tellers, di costruire un piccolo circuito distributivo sicuro per lavori indipendenti e giovani come questi...

02/10/2018, 12:36

Carlo Griseri

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