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RIFF AWARDS 2018 - Tutti i vincitori


Vince “We” di Rene Eller. Per i documentari premiati “Amaranto”, “The Fifth Sun” sul fronte italiano e “This is Love” su quello internazionale. Tra i corti vincitori “Aleksia” e “In the name of the Strawberry the Chocolate and the Holy Spirit”.


RIFF AWARDS 2018 - Tutti i vincitori
Una scena del film "We" dell’olandese Rene Eller
Annunciati i vincitori della XVII edizione del RIFF - Rome Independent Film Festival che si è svolta dal 16 al 23 novembre 2018 al Nuovo Cinema Aquila al Pigneto a Roma. Sono state presentate oltre 25 anteprime mondiali e 10 anteprime europee, e oltre 90 opere in anteprima italiana.

Per la sezione Lungometraggi vince il film "We" dell’olandese Rene Eller, adattamento dell'omonimo e controverso romanzo "Wij" di Elvis Peeters che ha aperto il Festival, con la seguente motivazione: “per come è stato girato, montato e diretto coinvolgendo lo spettatore anche grazie al montaggio di Wouter Van Luijn nella storia, in modo tale che non riesci a smettere di guardarlo fino alla fine per capire i motivi che hanno spinto i personaggi così giovani a fare le scelte che determinano la storia del film.”
Durante un’estate come tante in un villaggio al confine tra Olanda e Belgio, otto adolescenti ribelli si dedicano a giochi sessuali gradualmente sempre più spinti. Le loro vite giocose scivolano progressivamente in un mondo oscuro e violento.

Una menzione speciale per l’interpretazione va a Alina Serban per il film "Alone at my wedding" di Marta Bergman, “per la capacità di trascinare lo spettatore con la forza e la potenza della sua interpretazione mai banale. In questo modo l'attrice trasmette le sue emozioni a tutti i livelli allo spettatore senza che ci si distragga dalla storia.” Alina Serban interpreta Pamela, una giovane rom diversa da tutte le altre nella sua comunità.

Una menzione speciale per la sceneggiatura va a Enrique Castro Rios per il film "Decembers", “per la scrittura originale dello script, raccontando la stessa storia da tre ottiche diverse dei caratteri ben definiti”. Decembers ruota intorno all’invasione americana di Panama nel 1989 e alla riconciliazione tra i sopravvissuti un decennio dopo.

Da quest’anno il Premio per il Miglior Documentario Italiano e Internazionale è assegnato dalla giuria del pubblico.

Per la sezione Documentari italiani vincono ex aequo "Amaranto" di Emanuela Moroni e Manuela Cannone e "The Fifth Sun" di Cristiana Pecci e Matteo Maggi. Al centro di Amaranto le emergenze che la società contemporanea si trova ad affrontare a partire da cinque storie: l’ostetrica Verena Schmid, il maestro Franco Lorenzoni, la contadina ed esponente del bioregionalismo Etain Addey, la referente del cohousing San Giorgio Alida Nepa e la biologa e permacultrice Saviana Parodi. "The Fifth Sun" è un doc. sulla Wanderlust, quell’irresistibile desiderio di vagabondare, che per alcuni è una sindrome da ricercare nel gene DRD4, per altri il dono di chi è nato per esplorare. I registi decidono così di seguire Panu, un viaggiatore finlandese, in un road trip dalla Finlandia all’Australia alla rincorsa di un'eclissi totale di sole; a una settimana dalla fine, però, qualcosa va storto.

Sul fronte dei Documentari Internazionali vince "This is Love" di John Alexander che racconta la vita dell’oscuro cantante soul Rudy Love autore misconosciuto di uno dei brani più suonati della storia della musica. Il doc mette a fuoco il potere che esercita, da decenni, su ascoltatori spesso inconsapevoli. La sua figura riemerge grazie alle testimonianze di George Clinton e Jay Z e molti altri che svelano un eroe non celebrato del soul.

Per la sezione Corti Italiani vince come Miglior Cortometraggio "Aleksia" di Loris di Pasquale incentrato su un’adolescente alle prese con le inquietudini di una maternità non voluta.

Una menzione speciale va a "Per Sempre" di Alessio Di Cosimo con la partecipazione di Lou Castel nei panni di un vecchio pittore che vive in solitudine nella sua piccola casa di fronte al mare con una routine mattutina che si spezza in un giorno speciale e importante per lui. Quel giorno ha un compito, come ogni anno, da sempre e per sempre la sua unica ragione di vita.

Per la sezione Corti internazionali vince In the name of the "Strawberry the Chocolate and the Holy Spirit" di Karla Lulić con protagonista un sacerdote devoto in un villaggio pieno di fanatici cristiani che una domenica, dopo la messa, ha voglia di un gelato e farà qualsiasi cosa per questo semplice piacere, anche a costo della propria fede.

Per la sezione dei Cortometraggi realizzati dagli studenti vince "Croste di Polenta" di Emanuele Bonomi ambientato nel Sud Tirolo del 1915: due amici vogliono disertare la chiamata alle armi dell’esercito Imperiale, ma il conflitto si avvicina sempre più e i due ragazzi dovranno affrontarne le conseguenze. Un racconto sull’innocenza perduta, tradizioni dimenticate, e scelte che cambiano la vita.

Infine per la sezione Corti di Animazione vince "Cat Noir" di O'Neil Burgi che ha come protagonisti una lettera, un cuore spezzato, il rumore della pioggia, un gatto nero e un piano.

Per la sezione Sceneggiature di lungometraggio vince "Tra le righe" di Emanuela Mascherini, per la sezione Sceneggiature di cortometraggio "Il gioco" di Francesco Rizzo, per la sezione Soggetti Cinematografici "Pensionat" di Tania Innamorati.

23/11/2018, 20:59

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