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Note di regia di "Storia di Nilde"


Note di regia di
Sono stato chiamato dalla produttrice Gloria Giorgianni, che ha avviato questo progetto in collaborazione con Rai Fiction. La docu-fiction si sviluppa attraverso l’alternanza di tre diverse modalità narrative: la fiction, i repertori d’epoca e le interviste a testimoni e storici.

Le scene di fiction ripropongono eventi realmente accaduti nella vita di Nilde Iotti affiancandoli ad alcune situazioni di fantasia, costruite però in modo assolutamente coerente con le vicende e gli incontri della sua storia. La ricerca della verosimiglianza è stato infatti un elemento prioritario per l’impostazione di regia di questo progetto. Dalle interpretazioni degli attori alla messa in scena, dalla creazione di trucco, acconciature e costumi, fino alle scenografie e alla fotografia, l’attenzione al dettaglio è stata la cifra costante sulla quale si sono mossi tutti i reparti di questa docu-fiction, per arrivare a ricreare le giuste atmosfere in cui far muovere i protagonisti.

Un approccio di rispetto e attenzione filologica agli eventi storici e ai personaggi realmente esistiti, che ha guidato in primis il lavoro di scrittura, poi quello di scelta del casting di “Storia di Nilde” e via via tutti gli altri. Una modalità di lavoro resa possibile grazie a un attento studio della documentazione di oltre un trentennio di storia del nostro paese e la visione del prezioso repertorio d’epoca insieme all’approfondimento con i testimoni diretti e con il nostro consulente storico avvenuto in tutte le fasi di lavorazione. Un repertorio che è stato inserito non solo come supporto delle interviste fatte a grandi personalità politiche o a storici e giornalisti, ma che è anche diventato vero e proprio elemento di linguaggio e di suggestione di questa docu-fiction, laddove è stato integrato come fattore di continuità in alcune sequenze di ricostruzione storica.

Per il piano delle inquadrature di alcune scene di fiction avevo infatti già previsto l’inserimento di specifici passaggi di repertorio e questo mi ha consentito di calibrare a volte gli stessi movimenti della macchina da presa per collegarli al materiale girato decine di anni prima dai cine-operatori della Rai, dell’Istituto Luce, della Aamod ecc. Una sfida che si è unita all’esclusiva opportunità di girare all’interno della Camera dei Deputati e nei corridoi e stanze di Montecitorio, stimolando le soluzioni di regia e l’interpretazione degli attori, tutti ispirati dai luoghi in cui gli avvenimenti messi in scena erano realmente accaduti.

Questa continua ricerca di fusione dei diversi livelli di narrazione audio-visiva ha sempre mantenuto però un obiettivo ben preciso: quello di tenere costantemente a fuoco i tratti emotivi dei personaggi e riuscire a renderne sfaccettature e complessità.

Un approccio alla storia di un grande personaggio femminile e istituzionale che vuole essere rigoroso ma innovativo, un trattamento a tratti intimista delle sue vicende, che renda la forza dei sentimenti della donna Nilde Iotti. Quei sentimenti come insospettabile forza motrice, che l’hanno guidata nelle sue scelte personali e pubbliche, portandola a sostenere le proprie idee e battaglie politiche, con costante attenzione al diritto di famiglia. Insomma una docu-fiction che racconti non solo l’autorevolezza politica della prima donna Presidente della Camera dei Deputati, ma che tracci anche l’emozionante ritratto di una Nilde profondamente umana, che sentiva su di sé la responsabilità di fare la storia.

Emanuele Imbucci

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