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I DUE PAPI - Bergoglio e Ratzinger a confronto


Dal 20 dicembre su Netflix il film di Fernando Meirelles con protagonisti Anthony Hopkins e Jonathan Pryce nei panni dei due pontefici


I DUE PAPI - Bergoglio e Ratzinger a confronto
Anthony Hopkins e Jonathan Price: "I Due Papi"
Il Vaticano e i suoi segreti sono sempre stati oggetto di grande attenzione: la letteratura, il cinema e le serie tv hanno dedicato ai suoi protagonisti tantissime storie, alcune ispirate a fatti reali, alcune inventate. Si pensi alla serie "The Young Pope" di Paolo Sorrentino (a gennaio su Sky con "The New Pope") con un giovanissimo e affascinante papa interpretato da Jude Law; o "Habemus Papam" di Nanni Moretti sulla crisi esistenziale di un Papa neoeletto, fino ai numerosi documentari che raccontano il lato oscuro del Vaticano tra scandali, legami con la malavita e pedofilia.

"I due Papi" diretto da Fernando Meirelles (“City of God”) e scritto da Anthony McCarten (“L’ora più buia) affronta, tra i tanti, anche quest’ultimo argomento nel serrato faccia a faccia tra il pontefice Benedetto XVI (Anthony Hopkins) e il cardinale Jose Bergoglio (Jonathan Pryce) prima che il Papa tedesco desse le dimissioni nel 2013.

Nel 2012 Bergoglio è sempre più convinto di voler tornare a essere un semplice sacerdote, forse perché deluso dalla Chiesa e dalla sua distanza dalla gente. Ma Ratzinger non vuole sentire ragioni e lo invita a Roma per discutere della questione. L’incontro tra i due si rivelerà un serrato confronto tra due mondi agli antipodi: tradizione contro progresso, rigidità contro spontaneità, lusso contro semplicità.

L’atmosfera in parte goliardica del film, con momenti esilaranti (i due Papi che mangiano una piazza diavola o guardano insieme la finale dei mondiali di calcio) e scene “pop” alla Sorrentino con “Dancing Queen” degli Abba che accompagna le votazioni per l’elezione di Ratzinger, lascia presto il posto al dramma di due semplici uomini.

Quello di Ratzinger travolto dagli scandali e dalla colpa di essere stato troppo benevolo con i preti pedofili e quello di Bergoglio accusato in patria di essere stato connivente con la dittatura militare argentina tra il 1976 e il 1983 e di essersi voltato dall’altra parte di fronte alle brutalità subite dagli oppositori del regime. Il film dunque “umanizza” i due Papi mostrando il volto umano di quello che per molti rimarrà “il Papa nazista” freddo e conservatore e il dolore e il pentimento dell’amatissimo Papa Francesco per gli errori del passato.

Hopkins e Pryce incarnano in pieno lo spirito dei due pontefici, impressionante la somiglianza fisica, in particolare quella di Pryce con Bergoglio, tenendosi testa a vicenda, regalando dei momenti toccanti (i ricordi della giovinezza di Bergoglio, Ratzinger che confessa l’indicibile) e consegnando due ritratti che rimarranno memorabili.

"I due Papi", dal 20 dicembre su Netflix, è candidato a 4 Golden Globe per i due interpreti, per la sceneggiatura e per miglior film drammatico.

13/12/2019, 08:32

Caterina Sabato

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