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Note di regia di "Artemisia Gentileschi, Pittrice Guerriera"


Note di regia di
Artemisia Gentileschi, una delle prime e delle più grandi pittrici della storia dell’arte. Una biografia straordinaria e sempre attuale, che non finisce mai di stupirci, poiché c’è sempre qualche cosa di grande da ammirare. Girata in altissima definizione con passione e rigore storico, l’opera ripercorre la vita della grande pittrice del ‘600 attraverso un viaggio onirico tra i suoi capolavori, oggi conservati nei più importanti musei del mondo (dal Detroit Institute of Arts al Columbus Museum of Art in USA, dal Palazzo Reale di Madrid al Stiftung Preußische Schlösser und Gärten Berlin-Brandenburg di Berlino fino alla Galleria Spada di Roma), nonché in collezioni private, come l’‘Aurora’ (ca. 1627), per la prima volta in un documentario Ultra HD 4K, e il ‘David and Goliath’, datato 1639, scoperto di recente a Londra grazie al noto restauratore britannico Simon Gillespie, che in quest’opera ha concesso un’intervista esclusiva, in cui spiega come sia stata proprio la spada di David, dopo l’accurato restauro, a svelare l’identità dell’autrice del dipinto, ossia Artemisia. In tale pellicola la spada più che un’arma è quasi un sigillo sacro, che ci rivela significati nascosti fra le incrostazioni del tempo. Quest’opera si concentra sul tema delle donne, degli artisti e degli esseri umani più sensibili. L’opera tuttavia non intende ridursi a un mero racconto biografico, che pure possiede già potenziali caratteristiche, ma vuole essere un’opera – anche didascalica, proprio per fornire gli strumenti utili anche allo spettatore di ogni livello di conoscenza – capace di farci immergere nella potenza dell’arte sul piano emozionale e comprendere ciò che vive nell’animo di un artista a tratti oppresso da quelle circostanze quotidiane che a volte la vita può riservare a una donna. Una donna che ama dipingere, ma che si trova in un’epoca in qui ciò è permesso soltanto agli uomini. Le opere di Artemisia non sono infatti comuni a tutti gli altri artisti, perché in quelle tele che i pennelli hanno sfiorato con i colori, quegli stessi colori rappresentano uno stato d’animo impresso in quell’epoca, in quell’istante, da quella energia interiore. E in quelle sfumature vi è sì tutta la forza del chiaroscuro caravaggesco, ma c’è parimenti l’istante in cui quella luce ha dato vita a un pensiero, quale nuova forza e contraltare della materialità del mondo, una ‘materialità impermanente’ che può essere superata grazie alla potenza spirituale di cui l’arte è artefice.

Jordan River

23/11/2020, 09:47
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