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Note di regia de "L'Ispettore Coliandro - Il Ritorno 4"


Note di regia de
Ottava stagione. Più di 15 anni della nostra vita passati in compagnia dell’ispettore Coliandro senza mai sentire un momento di stanca. Coliandro è speciale. Ci consideriamo molto fortunati ad averlo incontrato, molto fortunati che sia stato un successo tale da farci passare tutti questi anni e tutte queste stagioni accanto a lui. Impossibile stancarsi di farlo perché L’Ispettore Coliandro è una serie che ha due caratteristiche magiche e uniche. La prima è che è un personaggio perfetto, stimolante, profondo, sfaccettato e “vero”. Già lo era in Falange Armata, il primo romanzo di Carlo Lucarelli in cui è apparso, ma lo è diventato ancora di più nella magica sintesi che ha trovato nella serie non solo per il nostro intervento registico ma, soprattutto, grazie all’impareggiabile interpretazione di Giampaolo Morelli che ha dato al personaggio più di quanto si potesse mai immaginare. A volte pensiamo che il nostro intervento personale più importante nello sviluppo di questa serie sia stato proprio, tantissimi anni fa, l’aver scelto Giampaolo per interpretare l’ispettore. Non è stato facile convincere tutte le parti in causa che questo attore, allora quasi sconosciuto, era il protagonista ideale di questa serie ma noi, sin dal primo provino, non abbiamo mai avuto dubbi. La seconda caratteristica è l’impostazione narrativa che permette a questa serie di essere quasi paragonata a una vera e propria collana di film. Ognuno diverso dall’altro, ognuno che ti permette di viaggiare in mondi unici, di “sperimentare” spaziando tra generi cinematografici diversi tra loro pur restando sempre fedeli e coerenti all’idea originale che sta dietro la serie.
Quale è la cosa più “rognosa” nel dirigere la puntate dell’ispettore Coliandro? Non c’è dubbio: scrivere le note di regia. Come si fa a raccontare in modo interessante delle intenzioni che sono sempre le stesse? Questa è la nostra intenzione ogni volta che ci imbarchiamo in una nuova serie di Coliandro: riuscire a resistere alla tentazione, ai canti delle sirene che ci suggeriscono di cambiare qualcosa. L’Ispettore Coliandro è perfetto così come è. Divertente, avvincente e unico. Quello che deve cambiare, di volta in volta, di puntata in puntata, sono le avventure che lo coinvolgono, che ci permettono di immergerci in mondi sempre diversi. Ma questa volta, nell’ottava stagione, una grande novità c’è. Per la prima volta non saremo solo noi a dirigere le storie dell’ispettore più divertente di Italia. Pur essendo coinvolti in tutta la serie, questa volta il cinquanta per cento delle puntate saranno dirette da un’altra regista: Milena Cocozza. Con Milena ci conosciamo da tanti anni, siamo grandi amici, è stata molto spesso la nostra aiuto regista e soprattutto abbiamo prodotto il suo esordio alla regia, l’inquietante ghost story Letto numero 6.
Milena è stata subito la scelta perfetta: conosceva bene il nostro stile e il mondo di Coliandro ma allo stresso tempo ha una mano stilistica molto diversa dalla nostra che le ha permesso di portare, all’interno dello stesso immutato universo, mondi ancora più nuovi. Grazie a Milena le possibilità di Coliandro sono ulteriormente aumentate. Pur restando sempre, immancabilmente, uguale a se stesso.

Manetti Bros.

Trovarsi a dirigere un’icona, un mito, un personaggio unico nel suo genere, e farlo da fan, è un privilegio raro. Coliandro fa parte della mia vita da moltissimo tempo. Come Aiuto Regista sono entrata in questa famiglia nel 2008, e negli anni l’ho visto cambiare, crescere, adeguarsi alle novità, mantenendo quello sguardo distaccato sul presente, così acuto e peculiare da diventare universale. Sono quindi onoratissima della possibilità che mi è stata data da questo trittico di menti creative formato dagli sceneggiatori: Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi, dai Manetti Bros, da sempre registi della serie, e da Giampaolo Morelli, che considero a tutti gli effetti un’unità col personaggio che interpreta. Cercando di rimanere coerente con quello che è stato fino ad ora, spero di essere riuscita a portare qualcosa di personale nelle puntate da me dirette, partendo da una differenza di base oggettiva ed ineluttabile, ossia il fatto che sono una donna. Bestiale!

Milena Cocozza

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