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Note di regia di "Imma Tataranni - Sostituto Procuratore"


Note di regia di
I sei gialli della serie “Imma Tataranni” compongono un grande romanzo civile, capace di scavare nelle psicologie dei suoi personaggi con ironia e leggerezza, e nella coscienza di un territorio – Matera e la Basilicata – emblematico di un’Italia imperfetta che cerca il suo riscatto grazie ai suoi piccoli grandi eroi. Il tutto è filtrato dal punto di vista di una donna irresistibile, complicata e moderna, di cui ci preoccupiamo di raccontare non solo i pregi ma anche i difetti. Per realizzare questa serie ci siamo ispirati a tre concetti chiave: - il REALISMO, che orienta l’approccio nel trattare le vicende: siano le procedure legate alle indagini, siano le vicende personali di ognuno dei personaggi. La plausibilità di ciò che accade e la vocazione alla verità sono tanto più importanti perché stiamo parlando di gialli che fanno riferimento a problemi reali, ed è questa la condizione che lo spettatore si aspetta dal racconto: crederci. - l’IPER-REALISMO nel disegnare i personaggi. Imma è una macchia di colore tra i Sassi, una figurina espressionista in un panorama realista. Se il tono della serie lo definisce Imma, con i suoi eccessi caratteriali e nell’abbigliamento, lo stile della serie è il risultato della combinazione tra realismo ed eccentricità, un realismo con venature pop. - CURA VISIVA. La sostanza del territorio che raccontiamo è la sua bellezza. Una bellezza aspra e talvolta contaminata. Filmare questa storia ha significato far emergere la bellezza e l’eleganza del paesaggio. Dove per paesaggio non si intende solo i panorami, ma anche i corpi, i volti, le persone. Quando sono tornato a Matera per i primi sopralluoghi, dopo anni che non la visitavo, l’ho trovata molto cambiata. Poche città hanno mostrato volti così opposti di sé, come Matera nel secondo dopoguerra. Dalla povertà profonda a luogo di villeggiatura e meta di turismo elitario. NOTE DI REGIA Le cantine umide e indecorose sono diventate hotel di lusso. Nessun luogo in Italia è cambiato così in fretta come Matera nell’ultimo decennio. Questo aspetto ha decisamente inciso sul racconto. Mi è apparso subito chiaro che il tempo era il tema del nostro racconto, poiché a Matera il passato e il futuro si respirano e si toccano ogni giorno. L’antico e il moderno si rincorrono nei Sassi, nei ristoranti, nei mercati, tra la gente. Solo una città con queste caratteristiche poteva produrre un personaggio inedito come Imma Tataranni, una donna tanto legata alle tradizioni del suo territorio, quanto - non del tutto consapevolmente - anche proiettata verso un orizzonte nuovo in cui il ruolo della donna è centrale nella famiglia come nella società, un orizzonte in cui solo la concretezza femminile e la voglia di riscatto si rivelano essenziali per dare alle cose il giusto indirizzo. Con Imma, la giustizia è donna, per sensibilità e per abnegazione. Proprio questo rovesciamento dei concetti di maschile e femminile, in una realtà del sud in cui i ruoli sociali sono ancora del tutto condizionati dal genere, mi ha da subito attratto e ha dato sostanza alle relazioni tra Imma e il marito Pietro, tra Imma e il suo capo Vitali, l’appuntato Calogiuri, la cancelliera Diana. Ho scelto gli attori in base alla loro volontà di abbandonarsi alla storia e alle scelte del regista. Al centro del mio lavoro ci sono i personaggi e le loro storie. Con mia grande soddisfazione, ho scoperto negli attori principali degli amici, dei confidenti, i miei primi alleati. “Imma Tataranni” è stata dunque un’esperienza memorabile nella costruzione dei caratteri e delle relazioni, grazie a Vanessa Scalera e a tutto il gruppo di interpreti formidabili che restituiscono nel piccolo schermo dei personaggi speciali e originali, tenaci e teneri al contempo.

Francesco Amato

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