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SETTEMBRE - Dopo l'estate la ricerca della felicita'


In uscita il 5 maggio al cinema l’esordio alla regia di Giulia Louise Steigerwalt, già attrice e sceneggiatrice, Il Campione (2019) e Croce e Delizia (2019). Il film è prodotto da Matteo Rovere per Groenlandia con Rai Cinema e scelto per la sesta edizione di ADOTTA UN FILM, progetto nato per sostenere i giovani registi italiani, promosso da 01 Distribution.


SETTEMBRE - Dopo l'estate la ricerca della felicita'
"Settembre" di Giulia Louise Steigerwalt
Al ritorno dalle vacanze estive Maria (Margherita Rebeggiani) viene finalmente notata dal ragazzo che le piace, che attraverso Sergio (Luca Nozzoli), un compagno di scuola, le chiede se vuole andare a letto con lui.

Intanto Francesca (Barbara Ronchi), la madre di Sergio, anche a causa del risultato di una delicata visita medica, sta cambiando radicalmente la prospettiva sulla sua vita, avvicinandosi sempre di più alla sua amica Debora (Thony), con cui sta nascendo un rapporto nuovo e più autentico, e allontanandosi dal marito Alberto (Andrea Sartoretti), che ormai da tempo ha perso ogni attenzione per la moglie. Francesca si confessa una sera al suo medico, Guglielmo (Fabrizio Bentivoglio), incontrato per caso in un bar, che da quando la moglie l’ha lasciato vive come bloccato in una bolla di apatia, in cui l’unico contatto reale sembra essere quello con Ana (Tesa Litvan), una giovane prostituta che frequenta regolarmente, pragmatica e diretta, che nonostante le difficoltà della vita ha conservato la voglia di sognare.

Il film è un filo di seta: delicato, elegante. Ideale per cucire sensazioni e spunti di riflessione fino a creare un abito che ogni spettatore può indossare. Flessibile e resistente, capace di legare insieme tutte le emozioni che una commedia drammatica può essere in grado di suscitare. Un filo con cui Giulia Louise Steigerwalt è riuscita ad intrecciare sapientemente le storie dei personaggi, scegliendo Settembre perchè mese simbolo di nuovi inizi, in cui si riparte. La ripartenza che i protagonisti tentano di afferrare. Immersi in una palude di noia, apatia e solitudine, la felicità appare lontana ma forse ancora non impossibile da raggiungere.

"Settembre" naviga dentro una profondità che immerge lo spettatore in una dolce malinconia. Non è sicuramente alla ricerca di estremo, schiva le evoluzioni tragiche o esasperate. Quando sembra arrivare il momento di rottura e ci si aspetta di andare in una precisa direzione, il film cambia strada. È una scelta interessante e apprezzabile, utile per collocarsi in uno spazio originale nella commedia italiana. “Settembre” riesce a trovare gli angoli giusti tra intensità e ironia, donando una prospettiva da cui è bello osservare e osservarsi.

L’insieme dei colori del film è in perfetta armonia, coglie ogni sfumatura: all’interno della stessa scena si riesce a vivere un momento intenso o malinconico e a sorridere per una battuta divertente. Funziona perché accade in modo spontaneo, senza essere forzato o costruito artificiosamente.

La scrittura della sceneggiatura è autentica e la bellezza della storia è sostenuta dalla veridicità. La penna di Giulia Louise Steigerwalt ha una linea precisa e un tratto particolare, riesce a creare spessore alla caratterizzazione dei personaggi: tutti i protagonisti hanno un profilo chiaro, sembra di conoscerli da sempre e non solo da quando è iniziato il film. Il cast è riuscito a cambiare pelle e ad assorbire le storie immaginate dalla regista. Le interpretazioni sono in grado di far dimenticare di essere al cinema e osservare lo schermo si trasforma nell’occasione di guardarsi dentro. Tutto ciò che viene mostrato è così verosimile che ognuno ci si può riconoscere. Coinvolgenti i dialoghi, ma ciò che colpisce sono sicuramente le espressioni, capaci di creare empatia ed entrare in sintonia con il pubblico: la noia e la malinconia che hanno segnato il viso di Guglielmo, il sorriso di Maria, lo sguardo assente di Alberto e quello innocente di Sergio. Sui volti di Francesca e Debora è facile trovare fragilità e sensibilità, tra i loro occhi che complici si incontrano.

Grazie alle storie raccontate, il film analizza l’interiorità delle donne e degli uomini. Delle difficoltà che le persone incontrano mentre cercano di instaurare delle relazioni solide e durature. Colpisce perché l’analisi è coerente e riesce a non cadere negli stereotipi.

Il film scorre così velocemente che quasi non ci si accorge della mano della regia, attenta e delicata, in grado di soffermarsi sui primi piani e abbracciare i campi medi e lunghi.
Azzeccata anche la scelta della musica. Tra le note di Nico o dei Velvet Underground, lo spettatore viene accompagnato dentro l’emozione giusta.

"Settembre" è un film intimo, scritto perché vissuto. Parla di amore e affronta la solitudine. Una commedia fresca, leggera ma profonda. In equilibrio tra dramma e commedia, riuscendo ad essere sempre credibile nella narrazione delle dinamiche delle diverse generazioni.

02/05/2022, 15:35

Alessio Garzina

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