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MARCEL! - Una madre, una figlia, un viaggio per ritrovarsi


Debutto alla regia di Jasmine Trinca presentato nella sezione Séances spéciales a Cannes 75. Con Alba Rohrwacher, Maayane Conti, Giovanna Ralli, Umberto Orsini, Dario Cantarelli, Valentina Cervi, Valeria Golino e Giuseppe Cederna. Dal 1 giugno al cinema. Una produzione Cinemaundici, Totem Atelier, Rai Cinema e Phon Films.


MARCEL! - Una madre, una figlia, un viaggio per ritrovarsi
"Marcel!" di Jasmine Trinca a cannes 2022
Una bambina (Maayane Conti) cerca disperatamente l’attenzione di sua madre (Alba Rohrwacher), un’artista di strada eccentrica, ossessionata dal suo piccolo cane, Marcel. Quando il cane scompare la disperazione prende il sopravvento sulla madre che però gradualmente comincia a riconnettersi con la figlia da tempo ignorata. Un viaggio “fiabesco” alla ricerca di un rapporto forse mai avuto.

"Marcel!", opera prima dell’attrice Jasmine Trinca, si presenta diviso in capitoli e come nei film muti ogni parte ha una didascalia che spiega le diverse “tappe” di questo percorso travagliato tra madre e figlia: la prima assente, persa nel suo mondo fiabesco nel quale l’unico suo grande amore sembra il cane Marcel, la seconda chiusa in sé stessa, sempre con lo sguardo adorante rivolto alla madre, elemosinando il suo affetto.

E come nei film muti si muove il personaggio di Alba Rohrwacher, in un’interpretazione decisamente sopra le righe, dando molta enfasi alla mimica, alle reazioni, alle frasi. “Ricorda che all’arte si deve la vita”, dice la donna alla figlia, che vive come in un continuo sogno, mescolando la fantasia alla realtà, fuggendo forse da un dolore che fa pagare però alla bambina.

In questo debutto alla regia Jasmine Trinca sceglie di rimanere dietro alla macchina da presa e dirigere Alba Rohrwacher in una storia che invece che concentrarsi sul rapporto tra le due protagoniste, la parte più interessante del film che aveva un grande potenziale, si “perde” in scene che lasciano il tempo che trovano, tra incontri che non aggiungono nulla alla vicenda (come l’esilarante cameo di Paola Cortellesi), e personaggi che appaiono respingenti, verso i quali è difficile provare empatia, come la stessa madre. Tra primi piani, movimenti improvvisi di macchina, tra giochi di luci e ombre, quello che rimane di “Marcel!” è un esercizio di stile che sacrifica la sostanza per la forma, l’essenza di una storia su un rapporto complicato ma speciale tra madre e figlia per l’artificio.

21/05/2022, 21:45

Caterina Sabato

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