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Superstudio o la Mossa del Cavallo (2008), di Matteo Giacomelli
locandina di "Superstudio o la Mossa del Cavallo"
Regia: Matteo Giacomelli
Anno di produzione: 2008
Durata: 50'
Tipologia: documentario
Genere: arte
Paese: Italia
Produzione: Emmegi Prod
Distributore: n.d.
Data di uscita: n.d.
Formato di ripresa: DV Cam, Beta Cam
Camera: Sony DX-35
Sistema di montaggio: Avid Media Composer
Formato di proiezione: Beta SP, colore
Titolo originale: Superstudio o la Mossa del Cavallo

Recensioni di :
- "Superstudio o la Mossa del Cavallo": l'avanguardia artistica fiorentina in un documentario di Matteo Giacomelli

Sinossi: "Superstudio" torna a parlare a di sé: Adolfo Natalini, Cristiano Toraldo di Francia e Gian Piero Frassinelli si raccontano.
"Superstudio" il gruppo fiorentino dell’architettura Radicale si confronta tra lucide visioni e intuizioni, tra vita e arte, tra passato e futuro - dal Monumento Continuo alla Globalizzazione, dalla Supersuperficie alla Rete Iperconessa- tra profezia e dimostrazioni, tra utopia e realtà.
Pensieri,parole, opere e visioni del Superstudio senza soluzione di continuità fino alle radici dell’uomo e dell’architettura… e ritorno.

Ambientazione: Firenze

Periodo delle riprese: Aprile 2007

Budget: 30.000 euro

"Superstudio o la Mossa del Cavallo" è stato sostenuto da:
Toscana Film Commission


Note:
"Superstudio o la Mossa del Cavallo" fa parte della serie "Percorsi di Architettura".
Le Immagini di Archivio presenti nel documentario sono tratte dall'
Archivio Fotografico Superstudio di Cristiano Toraldo di Francia a Filottrano (AN); dall'Archivio Superstudio di Gian Piero Frassinelli a Firenze; e dai film di Superstudio: "L’Architettura Interplanetaria" (1971), "Supersuperficie" (1972), "Cerimonia" (1973); e dai testi delle "12 Città Ideali" di Gian Piero Frassinelli, letture di Stefania Benedetti.

STORIA SUPERSTUDIO
"Superstudio", gruppo di architettura fondato nel 1966 a Firenze, è stato protagonista del Movimento dell’architettura Radicale degli anni sessanta affermandosi a livello internazionale come testimonia la mostra Italy the New Domestic Landscape tenutasi nel 1972 al MoMa di New York.
Obiettivo della ricerca del "Superstudio" è riformulare l’architettura dalla base facendola diventare una disciplina incrocio, avvalendosi di media come il film e il fotomontaggio e ricorrendo alla letteratura, all’antropologia al cinema e alla religione.
Il tutto finalizzato a una nuova concezione della vita e dell’uomo, in linea con le tendenze della cultura alternativa degli anni sessanta, influenzata dal movimento Hippie e dal Situazionismo.
"Superstudio" si scioglie nel 1978 lasciando un’eredità di riflessioni e di progetti ancora da indagare; rappresenta una Storia Moderna che dalla città di Firenze e dalla Toscana è stata capace di inventare immagini emblematiche di un epoca in cui, come asserivano i protagonisti “l’unica vera arte sarà la nostra vita”


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