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Note di regia del documentario "La Fabril"


"Bisogna popolare il deserto!” dicevano i politici argentini a fine Ottocento, mentre stipulavano accordi con l’Italia, desiderosa di liberarsi della feccia, dei poveri, degli anarchici… Ma il deserto era abitato, ed è proprio in una cotoniera come La Fabril che le due facce della tratta umana che comporta la colonizzazione convergono: da una parte l’importazione di forza-lavoro straniera; dall’altra l’assimilazione al processo produttivo, in condizioni prossime alla schiavitù, della popolazione nativa. È lì che avviene la “perdita dell’innocenza” degli immigrati; è lì che gli oppressi diventano a loro volta oppressori. Filmare questa struttura oggi, in rovine, ci permette di riflettere sulla portata di quel progetto, e di suggerirne il fallimento.

Caterina Gueli

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