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MATILDE GAGLIARDO - Le arti figurative ed il cinema


Una carriera tra documentari, videoclip, backstage e video ritratti per la poliedrica regista toscana.


MATILDE GAGLIARDO - Le arti figurative ed il cinema
Matilde Gagliardo sul set con Bobo Rondelli e Paolo Virzì
Matilde Gagliardo, una storica dell'arte del rinascimento prima che autrice di video e documentari...
Matilde Gagliardo
: La mia formazione con maestri quali Francesco Orlando e Salvatore Settis mi ha abituato ad un intenso lavoro di documentazione sull’oggetto di studio, fondato spesso sulle fonti, e mi ha insegnato a guardare ogni manifestazione artistica con particolare attenzione al significato delle opere, legato in modo inscindibile alla loro forma. Sono sempre stata d’accordo con l’idea che le arti figurative abbiano trovato alcune delle manifestazioni più alte nel cinema, sin dalle sue origini. Anche da qui il mio grande interesse per questo mezzo espressivo. Ho iniziato a fare video per il desiderio di documentare la realtà, fonte inesauribile di informazioni storiche: persone, attività, momenti significativi dei quali narrazione e contorni mi sembrano sfiorare costantemente temi universali dell’esistenza. Ho filmato e montato storie poco note, piccole storie ancora meno conosciute, racconti di personaggi che testimoniano il loro tempo e la loro interiorità, video ritratti senza parole, esibizioni di artisti, ciò che accade dietro le quinte di un film.

Nella tua carriera hai lavorato molto con i backstage dei film ed interviste. Ci puoi parlare di queste esperienze?
Matilde Gagliardo
: Passare lungo tempo dietro le quinte facendo delle riprese crea le condizioni di un osservatorio privilegiato per scoprire momento dopo momento il film nel suo farsi. Col montaggio ho cercato di restituire, talvolta anche per soli accenni, i punti e le dinamiche salienti che hanno caratterizzato lo sviluppo del film in questione, la parte fondante del regista e l’immenso, complicato lavoro di tutta la troupe.
Con numerose interviste ho raccolto estese testimonianze di aristocratici siciliani, scrittori, intellettuali, artisti, personalità eccentriche. Poi ci sono le interviste legate ai documentari, ai backstage e ai contenuti extra del DVD di "Il Manoscritto del Principe" di Roberto Andò. Infine, uno dei miei primi filmati raccoglie Le imitazioni di Francesco Orlando, delineando dello studioso un tratto noto soltanto agli amici e agli allievi, il suo straordinario umorismo nell’imitare con le parole, la voce, i gesti, i lineamenti del volto, una serie di personaggi, siciliani e non solo, che li ha resi indimenticabili a chi ha avuto la fortuna di assistere ad una sua esibizione.

Ci puoi parlare in particolare del backstage de "L'Uomo che aveva Picchiato la Testa" di Paolo Virzì su Bobo Rondelli?
Matilde Gagliardo
: Avevo già conosciuto Bobo Rondelli riprendendolo a partire dalla sua apparizione alla trasmissione radiofonica "Il dottor Djembe" nel marzo del 2007, sino ad una serie di spettacoli durante la sua attività musicale e teatrale dell’estate 2007. Nel documentario di Paolo Virzì il mio ruolo era principalmente quello di operatore tra altri, non era facile dunque trovare spazio e tempo per filmare dietro le quinte, e oltretutto durante la preparazione Virzì aveva scartato l’idea che si facesse un backstage. Ma sin dal primo giorno di riprese, mentre si allestiva il palco del concerto che Bobo avrebbe fatto la sera stessa a Seravezza, Virzì disse che potevo girare un po’ di backstage, e da allora, col suo consenso, non ho più smesso, approfittando di tutti i momenti in cui potevo farlo. È stato entusiasmante veder comporsi passo dopo passo la collaborazione tra due personalità così affascinanti, forti e così diverse: Virzì che teneva le redini con idee molto precise, e capace di inventiva continua nello svelare Bobo Rondelli, geniale e spesso imprevedibile, raccontando allo stesso tempo Livorno.

Ci parli de "L'Infazia di Orlandino", documentario sui pupi siciliani?
Matilde Gagliardo
: Antonio Pasqualino (1931-1995), fratello di mia madre, era un noto chirurgo palermitano. Il padre era anch’egli un chirurgo, la madre una pittrice, Lia Pasqualino Noto. Da bambino, già prima della guerra, era stato folgorato dall’amore per i pupi: dormiva con un pupo, gli era stata regalata un’armatura da paladino, Ruggiero di Risa, che gli stava a pennello. Guardava gli spettacoli dei pupari, imparò le storie dei paladini di Francia e a distinguere le loro insegne. Da allora continuò sempre ad occuparsi dell’Opera dei Pupi da studioso, collezionista e conservatore, dopo che i teatrini cominciarono ad andare in crisi alla fine degli anni ‘50 con l’arrivo della televisione che in breve tempo li aveva sostituiti nell’intrattenimento serale. Era la Palermo dove Lampedusa stava scrivendo "Il Gattopardo" e Pasqualino fece parte di quel gruppo di giovani che frequentava il cenacolo del principe. Da bambina l’ho seguito più volte nei percorsi che lo conducevano con la moglie danese Janne Vibaek a vedere e registrare in giro per Palermo e per la Sicilia, gli spettacoli dei pupi e ho spesso assistito stregata a quelli che lui stesso organizzava nel teatrino di casa sua, dove recitava come un vero puparo. Nel 1975 Pasqualino ha fondato il Museo Internazionale delle Marionette che oggi porta il suo nome e che ospita una importantissima collezione di marionette di tutto il mondo.
Ho scritto, girato, montato, prodotto il documentario con Francesco Milo. Insieme ad una documentazione fotografica e video in gran parte inedita e a repertori audio, abbiamo raccolto testimonianze di famigliari, amici, collaboratori, di pupari palermitani che sebbene ormai attivi per un pubblico diverso da quello di un tempo, continuano a dare vita alle storie dei paladini mettendo in scena spettacoli pieni di incanto.

Cosa vuol dire per te fare la "filmmaker indipendente" oggi?
Matilde Gagliardo
: Lavorare ad alcuni progetti in cui credo molto ricoprendo per lo più tutti i ruoli, dalla scelta e dalla scrittura del soggetto alla produzione, dalle riprese alla post-produzione, e senza nessuna certezza di trovare né un compenso economico né una distribuzione. Spesso è stato soltanto grazie a dei festival di cinema che ho potuto mostrare alcuni dei miei lavori ad un pubblico.

Progetti per il futuro?
Matilde Gagliardo
: Sto finendo di montare "Appunti per un Documentario. L’Aquila 13 marzo 2012". Circa un anno fa ho seguito Salvatore Settis e Tomaso Montanari durante una giornata all’Aquila mentre constatavano insieme ad un gruppo di accompagnatori il disastro della mancata ricostruzione della città a tre anni dal terremoto, e la situazione oggi non è molto cambiata. Spero di poter continuare a sviluppare insieme a loro la storia di un’Italia sempre più incapace di prendersi cura del suo patrimonio culturale e paesaggistico, dei propri beni comuni, la cui salvaguardia è invece indispensabile in quanto va di pari passo con la difesa dei nostri diritti di cittadini tutelati dalla Costituzione.

18/02/2013, 11:11

Simone Pinchiorri