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Note di regia di "I'm in Love with my Car"


Note di regia di
“Perché fate un documentario sulle automobili? “ E lo sguardo di chi ci faceva la domanda era un po' stupito e un po' incredulo. E noi giù a spiegare che l'automobile ha segnato le nostre vite in modo impressionante, che non riusciamo più a vivere senza automobili, che le auto sono un gioco lussuoso per pochi e una rottura di scatole quotidiana per moltissimi. I nostri interlocutori smettevano di chiedere e cominciavano a ricordare. Il primo bacio (e per i più fortunati qualcosa in più) sui sedili di finta pelle dell'utilitaria . La prima fuga notturna, sempre notturna, verso una spiaggia, una discoteca, un locale della riviera. Il primo viaggio per scoprire il mondo e i noiosi sonnolenti pomeriggi della domenica appisolati sul divano cullati nella digestione dal ripetitivo ronzio della Formula1: “Guardo solo la partenza”. I campioni in tuta rossa che stappano magnum di champagne abbracciati a donne bionde e sorridenti. Qualcuno ricordava anche la catena di montaggio: Volontè che stringe bulloni “Un pezzo, un culo”; Charlie Chaplin risucchiato dagli ingranaggi, camici bianchi che prendono il tempo a camici blu. Oppure Laurel e Hardy sulla piccola Ford T (“La potete avere di qualsiasi colore purché nera”). Il taxi giallo di De Niro e la spider in bianco e nero di Gassman e Trintignant. Le autostrade d'estate, il grande esodo. I padri che arrivavano il sabato al mare col gomito abbronzato appoggiato fuori dal finestrino della Giulietta o della 124. “Lavoratori!!!” E giù pernacchie. La parrucca di Peter Sellers che svolazza al vento in un folle inseguimento su go-karts. Le auto nere di OO7. Roger Moore e Tony Curtis con le loro rolls royce e ferrari gialla. Altri ancora ricordavano la marcia dei colletti bianchi della FIAT, Detroit che chiude i battenti, Flint che si svuota, la crisi della Renault, la guerra del petrolio, l'aumento della benzina, le domeniche senz'auto, i miniassegni, gli ingorghi sulle tangenziali, sulle autostrade, sulle provinciali, sul vialetto di uscita del garage, ingorghi dappertutto. E poi rotonde, sottopassaggi, svincoli, corsie preferenziali, parcheggi sotterranei, asfalti drenanti, gomme invernali, incidenti mortali, tamponamenti a catena, la strage dei pedoni, le città non pensate per le auto, le isole pedonali.....
Ci piace fare film su grande temi (non solo ma spesso) che coinvolgono le nostre esistenze da molti punti di vista e che ci consentono di scoprire qualcosa di più sulle gabbie che ci siamo costruiti in questo mondo che assomiglia sempre di più a un'immensa città. L'automobile non è un oggetto mitico del passato ma un problema del presente e una delle più importanti sfide che dovremo affrontare per continuare a muoverci e vivere in questa gigantesca città e impiegare un'ora di tempo per cercare di mettere ordine nei ricordi, forse non è tempo sprecato.

Alessandro Rossi e Michele Mellara

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