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Bertrand Tavernier


25/04/1941 - 25/03/2021
Lione, Francia

Bertrand Tavernier


Filmografia dal 2000:

Biografia:
Bertrand Tavernier (Lione, 25 aprile 1941) è regista, sceneggiatore, produttore e scrittore, nonché presidente dell’“Institut Louis Lumière” di Lione.
Figlio dello scrittore, poeta ed esponente della resistenza René Tavernier, si appassiona al cinema da adolescente, si trasferisce a Parigi dopo la guerra, dove ha come compagno di liceo Volker Schloendorff, che gli fa conoscere la Cinémathèque.
Come critico cinematografico collabora negli anni ’60 a diverse importanti riviste: “Les Cahiers du Cinéma”, “Positif”, “Cinéma”, “Présence du Cinéma”. Nel 1970 pubblica con Jean-Pierre Coursadon 30 anni di cinema americano (Omnibus). Quest’opera, attualizzata e rieditata nel 1995 con il titolo 50 anni di cinema americano, è considerata da molti cinefili la bibbia francese su questo argomento. Appassionato cinefilo, negli anni ’60 è uno dei primi a intervistare e ad analizzare il lavoro di grandi registi americani come John Ford, John Huston e Raoul Walsh, e a far scoprire in Francia cineasti come Dalmer Daves, André De Toth e Budd Boetticher (dei quali programma i film nel suo cineclub “Nickel Odeon”). Partecipa inoltre, insieme fra gli altri a Martin Scorsese, alla riscoperta dell’opera del regista Michael Powell.

Debutta al cinema come assistente di Jean-Pierre Melville, esperienza che rievocherà nel documentario Nel nome di Melville (2008) di Olivier Bohler. Nel 1973 gira nella Lione della sua infanzia il suo primo lungometraggio, L’orologiaio di Saint-Paul, tratto da un romanzo di Simenon. Questo “noir” dall’accento sociale, che ottiene il premio Louis Delluc e l’Orso d’argento al Festival di Berlino, sancisce l’incontro con Philippe Noiret, che diventerà il suo attore feticcio.

Dal suo debutto, l’eclettico Tavernier affronta diversi generi cinematografici e alterna film d’epoca (Che la festa cominci…, 1975, con Noiret, film per il quale ottiene il César per la miglior regia e sceneggiatura) e opere contemporanee (Una settimana di vacanza, 1980), con una predilezione per gli argomenti sociali: gira nel 1976 Il giudice e l’assassino, riflessione sulle istituzioni e sui loro eccessi repressivi (con Noiret e un inatteso Michel Galabru, presentato alla Mostra di Venezia nella sezione Proposte di nuovi film), e poi nel 1980 La morte in diretta, analisi premonitrice della deriva della televisione e una delle ultime apparizioni di Romy Schneider, film con cui viene consacrato il successo internazionale del regista.

Impregnato di cultura americana, Tavernier adatta nel 1981 un aspro romanzo di Jim Thompson ambientato nell’Africa coloniale (Colpo di spugna, con Noiret e Isabelle Huppert), e poi firma Round Midnight – A mezzanotte circa (1986), lettera d’amore al jazz, con cui è in concorso a Venezia, film che ottiene l’Oscar per la colonna sonora e il cui protagonista Dexter Gordon viene nominato.

Se La passion Béatrice (Quarto comandamento, 1987) ha per sfondo la Guerra dei cent’anni, sono invece i conflitti più contemporanei a essere poi al centro dell’opera del regista: la prima Guerra mondiale in La vita e nient’altro (1989, con Noiret, premiato con il BAFTA) e poi in Capitan Conan (1996); la Guerra d’Algeria nel documentario La guerre sans nom (1992); l’occupazione nazista in Lassez-passer (2002), che lo vede anche interrogarsi sul suo mestiere di cineasta. Con una vena più intimista gira Una domenica in campagna (1984), Premio per la regia a Cannes, e Daddy Nostalgie (1990), due film teneri e pudici sui rapporti filiali, tema a lui caro fin dall’opera d’esordio.

Negli anni ’90 Tavernier, il quale dichiara al critico Jean-Luc Douin che “i cineasti sono i sismografi della loro epoca”, continua ad ascoltare la società dipingendo con realismo il mondo della droga nel poliziesco Legge 627 (1992), o quello degli insegnanti in Ricomincia da oggi (1999). Riceve quindi l’Orso d’oro a Berlino per L’esca (1995), messaggio allarmante sulla violenza di una gioventù disorientata. Particolarmente vicino alle questioni che toccano la sua professione (difesa dell’eccezione culturale, contrasto alla censura), è impegnato anche su altri fronti come testimonia il documentario sull’integrazione razziale De l’autre côté du périph (1997) firmato con il figlio Nils. Con la figlia Tiffany (scrittrice e sceneggiatrice) scrive invece Holy Lola (2004), esplorazione dell’universo dell’adozione in Cambogia, ma anche, per la prima volta nella sua opera, ritratto sensibile di una coppia d’oggi. E’ in una Louisiana devastata dall’uragano Katrina che Tavernier gira poi In the Electric Mist – L’occhio del ciclone (2009) adattamento di un “noir” di James Lee Burke con Tommy Lee Jones. Presenta poi in concorso a Cannes La princesse de Montpensier (2010), sguardo nel cuore degli intrighi d’amore e di potere nella Francia del XVI secolo.

Con la commedia Quay d’Orsay (2013), premiata per la sceneggiatura al Festival di San Sebastian, si cimenta con la politica francese, affidando a Thierry Lhermitte il compito d’interpretare un ministro degli esteri fortemente ispirato a Dominique de Villepin.
(ultima modifica: 10/03/2015)