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A Muso Duro - Campioni di vita (2022), di Marco Pontecorvo
Regia: Marco Pontecorvo
Anno di produzione: 2022
Durata: n.d.
Tipologia: film-tv
Genere: drammatico
Paese: Italia
Produzione: Rai Fiction, Elysia Productions; in collaborazione con L’Alveare Producecinema
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di proiezione: HD, colore
Ufficio Stampa: Annarita Peritore
Titolo originale: A Muso Duro - Campioni di vita

Recensioni di :
- A MUSO DURO - La nascita delle paralimpiadi

Sinossi: Il tv movie racconta l’edificante storia di Antonio Maglio, medico e dirigente dell’INAIL, che dedica la vita intera al pieno recupero delle persone disabili. Partendo dall’idea che lo sport possa essere un potente ed essenziale strumento riabilitativo, alla fine degli ‘50 il professor Maglio crea una struttura all’avanguardia apprezzata a livello nazionale e internazionale, che si distingue per la capacità di recupero fisico e psichico dei paraplegici: cambiando completamente il metodo di cura ridà loro una motivazione per vivere nonostante la malattia. Il passo successivo è nel 1960, quando il medico dirigente dell’INAIL riesce a far disputare a Roma la prima Paralimpiade del mondo, sfruttando gli impianti sportivi costruiti per le Olimpiadi appena concluse. Con pochi mezzi e superando difficoltà di ogni genere, immagina, concepisce e organizza un Torneo Internazionale ribaltando il concetto di disabilità: fa’ uscire dall’ombra e pone per la prima volta al centro di una grande manifestazione sportiva persone con handicap fisici. A quell’evento parteciparono quattrocento atleti provenienti da ventitré nazioni e cinquemila persone seguirono con passione le gare: tiro con l’arco, giavellotto, pallacanestro, nuoto, scherma. Per la prima volta degli “invalidi” uscirono dai luoghi dove prima vivevano confinati per mostrarsi al mondo come uomini e donne, integri e orgogliosi dei risultati raggiunti. E per la prima volta il mondo li guardò come tali. A Muso Duro racconta la nascita di un progetto che molti considerarono folle. Folle perché negli anni ’50 essere vittima di una grave menomazione significava perdere lavoro e ruolo sociale. Perdere non di rado anche gli affetti per venire relegati in un limbo vuoto, essere peso e vergogna per le famiglie, oggetto di pietà o di scherno. Una giovane donna affianca il nostro protagonista in questa scelta che si rivelerà decisiva per lui e per un infinito numero di persone colpite da invalidità negli anni a venire. Si chiama Maria Stella e il loro rapporto è destinato a mutarsi in amore. Questa è la storia anche dei ragazzi che a Villa Marina, il centro riabilitativo davanti al mare di Ostia, trovarono in Maglio molto più di un medico illuminato: trovarono un padre. Molti di quei suoi ragazzi si sposarono, qualcuno ebbe figli o li adottò, si aprirono a una vita piena proprio quando una vita pensavano di non poterla più avere.

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